LA VERGONA NELLA SESSUALITA’

La vergogna viene definita come il profondo e amaro turbamento interiore che ci assale quando ci rendiamo conto di aver agito o parlato in maniera riprovevole o disonorevole: sentire, avere, provare v. di qualche cosa ecc.

Questo sentimento nasce nella relazione con l’altro. Ha ragione d’essere quando ci rendiamo conto che le nostre azioni sono state sbagliate e hanno anche fatto soffrire l’altro, ma talvolta ci si sente così non in seguito ad una precisa azione, ma in generale. Quando la si prova in generale nelle proprie azioni, nel proprio modo d’essere, in un certo ambito come la sessualità, allora è segno che qualcosa nelle nostre relazioni d’infanzia non ha funzionato, e che quel qualcosa ce lo stiamo trascinando anche da adulti.

La vergogna spesso produce ritiro, non esposizione a situazioni temute, comportamenti di sottomissione, azioni non appropriate (autolesionismo) legate a sentimenti/idee negative verso di sé e talvolta a reazioni aggressive verso l’altro.

La vergogna nella sessualità può essere la conseguenza dell’educazione sessuale implicita o esplicita che abbiamo ricevuto. Se la sessualità è stata presentata come qualcosa di sporco o pericoloso, o di non appropriato può portare nel soggetto in crescita a sviluppare la credenza che le naturali pulsioni sessuali che esperisce siano sbagliate, con conseguente sentimento di vergogna e rimozione o deviazione della pulsione sessuale.

Per esempio La reazione del padre di una mia paziente alla sua naturale pulsione sessuale che la portava alla masturbazione era stata di rimprovero, controllo e divieto. I controlli potevano anche essere umilianti. tutto ciò la portò a vergognarsi delle proprie pulsioni sessuali e a concedersi la sessualità solo se “costretta” dall’altro in rapporti sadomaso.

In un altro paziente la mamma chiedeva al figlio di ammettere quando aveva fatto “cose sporche” e poi lo sgridava. Di conseguenza ha sviluppato paura della sessualità, vista come pericolosa per la relazione e la stima di sé.

Altre volte la vergogna deriva da commenti poco gradevoli sulla nostra fisicità, che può portare a voler avere rapporti sessuali sempre con la luce spenta, o senza scoprirsi del tutto, o vietando al partner il contatto con alcune zone del corpo.

Ci sono ancora situazioni in cui la presenza di vergogna associata alla sessualità indicano che c’è stato un abuso sessuale, talvolta associato ad una qualche eccitazione sessuale. Nell’abuso sessuale la colpa e la vergogna sono frequenti e intense. La vergogna comporta la rimozione del ricordo, o dissociazione di alcune parti dell’accaduto nella memoria, come difesa della mente da esperienze emotive soverchianti.

Va qui detto che quando il corpo viene toccato correttamente, quel tocco genera un riflesso di piacere, per cui anche durante un abuso sessuale che provoca paura, umiliazione ecc, se il corpo viene toccato correttamente può esserci come riflesso fisico una risposta di piacere. Questo non significa che l’abuso sessuale sia sempre un’esperienza potenzialmente devastante per chi la vive!

Chi si trova a viversi come un soggetto vergognoso, da criticare in generale, o nella sessualità necessita di un terapeuta che lo aiuti ad elaborare gli episodi che lo hanno portato a viversi in questo modo, e/o a viversi così nella sessualità.

 

Dr.ssa Luigina Pugno sessuologa a Torino.

BIBLIOGRAFIA

Isola e Maccarrone, EMDR e distrubi sessuali, ed. Astrolabio

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