Sono psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica. Da circa 15 anni mi occupo di Disturbi alimentari, emotivo-relazionali e sessuali, pma. Da circa un lustro ho approfondito la terapia del disturbo ossessivo-compulsivo, del disturbo post traumatico da stress semplice e complesso, dei disturbi dissociativi. Integro nella pratica clinica Mindfulness, EMDR (livello practitioner) ed Ipnosi.

Se pensi di soffrire di questo disturbo, non lasciare che si cronicizzi sempre di più, ma contattami.

Tel 3288260495 email: luiginapugno@gmail.com

 

Come fa una persona a sapere se ha un DOC?

Tutti abbiamo avuto pensieri che non lasciavano la nostra mente, per esempio quando ci gira in testa un tormentone estivo, o abbiamo fatto dei gesti scaramantici, ma in chi soffre di questo disturbo i pensieri:

  • creano molta ansia
  • i pensieri sono intrusivi, arrivano senza una ragione e contro la propria volontà
  • sono dubbi che non si riesce a risolvere
  • un’idea su un proprio pensiero o comportamento viene generalizzato a tutta la persona, o a tutta la vita (ES. ho pensato di far del male a qualcuno e quindi sono cattivo; e siccome l’ho pensato altre volte nel corso della mia vita, allora sono sempre stato cattivo)
  • i pensieri occupano da un’ora fin’anche a otto ore al giorno
  • le rassicurazioni danno un sollievo passeggero

E le compulsioni? Sono gesti, anche chiamati rituali, che vengono fatti per neutralizzare l’ansia, per scongiurare un evento temuto, o propiziarne uno desiderato. Per esempio lavarsi le mani più e più volte per non prendere malattie. Solitamente vengono messe in atto in risposta ad un’ossessione. L’evitamento della compulsione genera un crescente disagio, che non svanisce finché l’atto non viene compiuto.

Anche in questo caso è la quantità che fa la differenza tra la normalità e la patologia.

Se pensi di avere un DOC, autovaluta la sua intensità cliccando qui

Come è meglio intervenire?

Quando è necessario affrontare un disturbo ossessivo-compulsivo non tutti gli approcci terapeutici hanno la stessa efficacia. Questa è un’informazione importante da sapere.

Gli approcci psicodinamici o cognitivista, che io stessa ho appreso con Salkovskis, possono rivelarsi utili, ma se si parla di ossessioni e non di compulsioni richiedono molto tempo. I cambiamenti ci sono, ma sono lenti.

L’approccio che ha dato maggiori risultati di efficacia è quello cognitivo-comportamentale, che ho in seguito studiato, per poter rispondere in modo più efficace al bisogno di benessere mentale di chi soffre di questo disturbo.

Il DOC può essere confuso con altri disturbi come, la depressione o l’ipocondria o con convinzioni deliranti o ancora con la normalità, è quindi importante che il terapeuta sia in grado di fare una corretta diagnosi differenziale, onde evitare di decidere per un percorso terapeutico infruttuoso.

Nella mia esperienza clinica l’EMDR applicato agli eventi legati all’esordio del DOC portano all’elaborazione del ricordo, ma non alla diminuzione della sintomatologia, che avviene invece applicando tecniche comportamentali e la Mindfulness. L’EMDR si è rivelato anche utile per lavorare sulle conseguenze che il DOC ha avuto nella vita delle persone.

 

Se pensi di soffrire di questo disturbo, non lasciare che si cronicizzi sempre di più, ma contattami.

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