La relazione con lo psicoterapeuta è l’unica relazione in cui, se tutto va bene, ci si lascerà

(L. Pugno – Psicoterapeuta Torino)

Cos’è la psicoterapia?

La psicoterapia è una forma di terapia basata sulla parola. Durante una terapia si racconta e condivide con il medico ciò che crea disagio fisico, psicologico o sociale, e si viene da lui aiutati ad esprimere pensieri e affetti al riguardo, al fine di migliorare la qualità della propria vita.
La psicoterapia è un’occasione per conoscersi meglio, di crescita personale e interpersonale.

Quanto dura una psicoterapia?

Dipende. Dipende dall’approccio del terapeuta, dalle capacità metacognitive del paziente, dalla problematica portata, dal clima di collaborazione e fiducia reciproca che si instaura.
Tendenzialmente una terapia dove la persona porta un unico malessere (per esempio disturbo alimentare) senza ulteriore complicanze (per esempio disturbo alimentare e abuso sessuale) dura circa 60-80 sedute con cadenza settimanale.
Il che equivale a circa due anni della propria vita per risolvere problemi che si son creati in anni e anni di vita.
Questo non vuol dire che prima di “sentirsi meglio” ci vogliano 60 sedute.
E’ opportuno ogni tanto fermarsi e fare il punto della situazione per capire se si sta procedendo nella direzione giusta.
Io consiglio di prendersi una decina di sedute di tempo per capire se la terapia proposta fa per voi e se far per voi quel terapeuta.

Quando è opportuno andare da uno psicoterapeuta?

Quando si avverte una sofferenza psicologica o psicofisica continuativa, quando si vivono situazioni “bloccate” che sembrano non smuoversi, quando ci si accorge di avere reazioni inadeguate e che portano sofferenza o disagio a se stessi e agli altri.

Esiste solo la psicoterapia?

No. Lo psicoterapeuta valuterà la problematica portata e deciderà con il paziente se è consigliabile per lui:

– una psicoterapia: per conoscere meglio se stessi, i propri meccanismi disfunzionali e ottenere un cambiamento duraturo
– un supporto psicologico: incentrato sulla problematica portata che tocca meno la vita del paziente e la sua persona nella sua totalità
– un intervento psicoeducazionale: fornire informazioni riguardo a come funzionano gli esseri umani dal punto di vista fisico, emotivo e mentale.

Talvolta i tre interventi si mischiano, talvolta è solamente necessario un intervento psicoeducazionale per rimettersi in carreggiata.

E’ possibile cambiare?

Talvolta si, ma non è necessario cambiare per stare meglio. Con una psicoterapia non si diventerà qualcosa di diverso da quel che si è. Quello che si può fare è mutare, essere meglio se stessi.

Cosa capita durante una psicoterapia?

La psicoterapia è stare male per stare bene. Capita durante le sedute di stare male, ma quando il nodo si scioglie, finalmente si respira.
Quando il paziente sta un po’ peggio il terapeuta è contento lo stesso. Capita con il succedersi delle sedute di stare meglio, come capita di sentirsi un po’ peggio. Le motivazioni sono tante, quello che importa è che si sta muovendo qualcosa, per questo il terapeuta è contento.
Capita che emergano ricordi, di conoscere meglio se stessi e i propri meccanismi di funzionamento, di poter essere se stessi e scoprire che va bene così.
Capita di dare un corso diverso alla vita più in sintonia con noi stessi.
Capita dopo dei progressi di tornare indietro. Il cambiamento non è mai lineare. E’ necessario sapere che questo è funzionale, è un po’ come prendere la rincorsa per saltare in avanti.

Come capire se un terapeuta fa per noi?

Riporto le abilità indicate da Okiishi.

Uno psicoterapeuta sa come instaurare e costruire una relazione con il suo paziente;
concorda all’inizio con il paziente l’obiettivo terapeutico da raggiungere;
è pronto a dare suggerimenti quando gli vengono richiesti;
non usa gergo tecnico e quando lo fa lo spiega;
si lascia coinvolgere dal problema del paziente, ma riesce a rimanere obiettivo;
non sostiene che la terapia debba necessariamente essere dolorosa;
non indugia nel passato senza necessità;
dà appoggio quando emergono sensazioni dolorose, ma non incoraggia la persona a manifestare emozioni oltre la normale necessità di lasciar uscire le sensazioni represse;
è in grado di aiutare a sviluppare le abilità sociali necessarie in campo affettivo, di amicizia, intimità, piacere e di relazione con la comunità;
aiuta a sfruttare e a sviluppare le risorse che la persona già possiede, e che possono rivelarsi più ampie di quanto si creda;
tiene conto degli effetti che la terapia può avere sulla vita del paziente e sulle persone a lui vicine;
è in grado di aiutare a pensare alle difficoltà e ai problemi in modo nuovo;
è in grado di utilizzare diverse tecniche, a seconda delle necessità;
può assegnare dei compiti da mettere in atto fra le varie sedute;
fa fare il minimo numero di sedute necessario;
incoraggia la fiducia in se stessi, l’autonomia e l’indipendenza e fa sì che ci si senta meglio dopo ogni seduta.

Dott.ssa Luigina Pugno Psicoterapeuta Torino